Le professioni legali dopo la laurea in giurisprudenza

La laurea in giurisprudenza apre le porte a molteplici carriere, non solo l’avvocatura. Ecco una panoramica completa delle professioni legali e dei percorsi per accedervi.

Avvocato

Il percorso classico: 18 mesi di pratica forense presso uno studio legale, poi l’esame di abilitazione (scritti a dicembre, orali a giugno). Il tasso di superamento è circa il 50%. La specializzazione è fondamentale: diritto del lavoro, tributario, penale d’impresa e diritto digitale sono i settori più richiesti.

Magistratura

Il concorso in magistratura è tra i più difficili d’Italia: 3 prove scritte (civile, penale, amministrativo) di 8 ore ciascuna, poi orali su 15 materie. L’età media di superamento è 30-32 anni. Molti candidati frequentano scuole di preparazione (costo: 3.000-5.000 euro/anno).

Notariato

Il concorso notarile richiede preparazione di 3-5 anni post-laurea. Le prove sono complesse ma il notaio è tra le professioni più remunerative. In Italia ci sono circa 5.000 notai per 60 milioni di abitanti — la domanda supera l’offerta in molte zone.

Carriere alternative

Giurista d’impresa: le grandi aziende hanno uffici legali interni. Stipendio iniziale 30-35.000 euro, con crescita rapida. Funzionario pubblico: concorsi in ministeri, enti locali, autorità indipendenti. Organizzazioni internazionali: ONU, UE, CEDU — servono lingue e master specifici.

Il consiglio più importante

Non scegliete solo in base allo stipendio. La professione legale richiede anni di dedizione: scegliete il percorso che vi appassiona davvero, perché è la passione che fa la differenza tra un professionista mediocre e uno eccellente.